I primi adempimenti

Per avviare un’attività autonoma di qualsiasi tipo occorre sapere che sono previsti per legge una serie di obblighi.

Di seguito il dettaglio:

  • scegliere Codice Attività: in funzione del tipo d’attività che s’intende esercitare è necessario scegliere tra i codici attività previsti dalla normativa vigente. Se l’attività non è descritta in alcun codice, sarà necessario utilizzare un codice generico che più si avvicina alla tipologia d’attività. La scelta del codice avrà ripercussioni sulla gestione fiscale e previdenziale
  • scegliere Regime Fiscale: a secondo del fatturato annuo previsto si potranno scegliere specifici regimi fiscali dai quali potranno derivare diverse modalità di tenuta della contabilità (ad esempio quello per i Contribuenti Minimi che fatturano meno di 30mila Euro all’anno). L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha messo a disposizione un servizio gratuito di “Tutoraggio” a favore delle imprese che usufruiscono del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive (articolo 13 della Legge n.388/2000). L’assistenza si svolge, prevalentemente, attraverso collegamenti telematici tra il contribuente e il sistema informativo dell’Agenzia e, in tutti i casi in cui l’informazione richiesta non può essere trattata in maniera automatica, mediante rapporti diretti con l’ufficio o tramite la posta elettronica. Gli uffici locali aiutano i contribuenti negli adempimenti tributari e forniscono consulenza nelle materie relative all’applicazione del regime fiscale agevolato. Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’Agenzia delle entrate
  • compilare Dichiarazione Inizio Attività: per la compilazione, ci si può rivolgere direttamente ai funzionari dell’Agenzia dell’Entrate (Lavoro Autonomo) o della Camera di Commercio (Attività Impresa). Se si ha bisogno anche di consigli, è necessario rivolgersi ad uno dei Centri di Assistenza Fiscale specializzati oppure ad un Commercialista abilitato. La scelta dipende soprattutto dal budget disponibile
  • aprire una Partita IVA: se il codice attività scelto rientra tra le Attività d’Impresa è necessario rivolgersi alla Camera di Commercio. Invece, se costituisce attività di lavoro autonomo bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. L’apertura e la chiusura della Partita IVA sono gratuite
  • iscriversi all’INPS o ad un’altra Cassa Previdenziale: in funzione dell’attività svolta, bisognerà iscriversi ad una specifica forma di previdenza gestita dall’INPS oppure da altri enti previdenziali settoriali
  • iscriversi all’INAIL: iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso la sede INAIL competente per territorio
  • segnalazione certificata  di inizio attività (SCIA) effettuata attraverso il sistema ComUnica, che comporta una verifica ex post dei documenti allegati.

Unioncamere ha fornito uno strumento utile, agli aspiranti e neo-imprenditori, per orientarsi nella prima fase di avvio di una nuova attività: il manuale “Mettersi in proprio” 2015. Si tratta di una guida operativa semplice ed accessibile che, oltre a riepilogare i vari adempimenti descritti, fornisce dei suggerimenti per sviluppare il proprio progetto.

Reactivate, bando per disoccupati over 35

Dalla Commissione Europea – DG Occupazione, Affari sociali, Inclusione, arriva un’opportunità per gli over 35 in cerca di lavoro. È stato infatti pubblicato il bando per l’Azione preparatoriaReactivate” con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di un programma di mobilità lavorativa intra-europeo rivolto ai disoccupati di età superiore ai 35 anni.

Il bando è dunque mirato alla formazione e al reinserimento nel mercato del lavoro di tali soggetti, sviluppando uno strumento che li aiuti a trovare un’occupazione, un’opportunità di tirocinio o apprendistato in uno Stato membro diverso da quello di residenza.

Reactivate nasce dall’esperienza di Your first EURES job, programmafinalizzato alla mobilità lavorativa dei giovani tra i 18 e i 35 anni all`interno dell`UE, e si pone come iniziativa pilota che ne amplia la portata.

Soggetti beneficiari. Sono ammesse a partecipare le persone giuridiche con sede in uno degli Stati membri UE. Più nel dettaglio, possono essere lead applicant di progetto servizi per l’impiego (pubblici e privati) o organizzazioni specializzate di collocamento; come co-applicant possono partecipare organizzazioni pubbliche e private, che si occupano di formazione, orientamento professionale, mentoring, consulenza legale.

I progetti dovranno essere realizzati da un consorzio così composto: minimo 4 partner (il lead applicant + 3 co-applicant) stabiliti in 4 diversi Stati UE.

Progetti ammissibili. Per essere finanziabili i progetti dovranno porsi tre obiettivi:

  • Offrire un pacchetto completo di servizi di mobilità che combini misure di attivazione personalizzate e sostegno finanziario diretto sia al gruppo target (cittadini dell’UE over 35 anni, in particolare disoccupati) che ai datori di lavoro (in particolare PMI)
  • Includere servizi di informazione e assistenza sulle opportunità di lavoro, di matching domanda-offerta e di preparazione del collocamento/assunzione in un certo numero di Stati membri che prevedono posti di lavoro, apprendistati e tirocini
  • Sostenere finanziariamente il gruppo target e i datori di lavoro.

La durata dei progetti deve essere di 18 mesi, indicativamente con inizio a novembre 2016.

Budget. Il budget complessivo ammonta a 3 milioni di euro. Saranno finanziati 4-6 progetti per i quali la sovvenzione UE richiesta deve essere compresa tra 500mila e 750mila euro e può coprire fino al 95 per cento dei costi totali ammissibili.

Scadenza. Il termine per le candidature è fissato all’1 luglio 2016.

Il bando e la relativa modulistica sono disponibili sul sito istituzionale.

 

fonte https://www.cliclavoro.gov.it/primo-piano/Pagine/Reactivate-bando-per-disoccupati-over-35.aspx

Roma, Festival del lavoro

Dal 30 giugno al 2 luglio a Roma si terrà il Festival del lavoro, evento organizzato dal Consiglio nazionale e dalla Fondazione Studi dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Giunto alla sua settima edizione, il festival nasce per approfondire le tematiche legate all’universo lavoro.

Il Festival affronta ogni anno tutti i principali temi del lavoro: occupazione effetti del Jobs Act su aziende e lavoratori, tutele per i lavoratori autonomi, politiche attive e incentivi al lavoro, precariato, disoccupazione giovanile.

La manifestazione non è solo un programma di dibattiti, ma anche un’occasione concreta per conoscere le aziende che cercano nuove professionalità, per partecipare a seminari di orientamento sulla scelta dell’università o della futura professione, sugli strumenti a disposizione per il passaggio dalla scuola al lavoro.

Ingresso gratuito, programma completo sul sito

 

https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/Eventi/2016/Pagine/Roma-Festival-del-lavoro.aspx

Regione Lazio, incentivi alle imprese agroalimentari

La Regione Lazio ha pubblicato il bando per le imprese agroalimentari laziali che realizzano investimenti materiali per la trasformazione, la trasformazione e commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli.

Destinatarie dell’intervento sono imprese agroindustriali, le imprese agricole singole o associate e le società cooperative che svolgono attività di trasformazione, di trasformazione e commercializzazione e/o sviluppo dei prodotti agricoli, distinte in microimprese, piccole e medie imprese, imprese intermedie, grandi imprese.

Sono ammissibili le spese per investimenti immateriali in costruzione e ristrutturazione di beni immobili e relativa impiantistica per la lavorazione, condizionamento, trasformazione, immagazzinamento, commercializzazione di prodotti agricoli. Fra questi rientrano gli interventi rivolti alla realizzazione di spacci aziendali e di punti espositivi direttamente connessi all’attività di vendita di prodotti agricoli provenienti esclusivamente dalla trasformazione effettuata nella propria azienda e/o in aziende associate/collegate ed ubicati esclusivamente nelle sedi di produzione.

Altri interventi ammessi sono l’acquisto, o leasing con patto di acquisto, di nuove macchine e attrezzature per l’introduzione di moderne ed innovative tecnologie volte a razionalizzare il ciclo di lavorazione dei prodotti agroalimentari, a creare nuovi prodotti, a introdurre innovazioni tecniche e tecnologiche, ad aumentare gli standard di sicurezza per i lavoratori, a migliorare la qualità delle produzioni anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare.

Rientrano tra le spese ammissibili anche i mezzi di trasporto specialistici permanentemente attrezzati per l’esclusivo trasporto di merci connesse all’attività dell’impresa.

Sono ammissibili a sostegno le spese per investimenti immateriali, connessi agli investimenti materiali di cui sopra, quali l’acquisto di software dedicati ai processi produttivi di trasformazione, la commercializzazione dei prodotti,l’acquisto di brevetti e licenze, l’organizzazione di sistemi di gestione della qualità e della sicurezza alimentare connessi al progetto presentato.

Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2016.

Per candidarti vai al sito

 

 

fonte https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Pagine/Regione-Lazio-incentivi-alle-imprese-agroalimentari.aspx?platform=hootsuite

Roma, incontro sul futuro delle politiche attive

Come funzioneranno le politiche attive con l’attuazione del Jobs Act? Quale sarà il ruolo delle Regioni e delle parti sociali? Questi i temi al centro del dibattito nel ciclo di seminari organizzato da ASTRIL – Associazione Studi e Ricerche Interdisciplinari sul Lavoro – presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “Roma Tre”.

Durante l’evento tenutosi il 17 maggio scorso, è intervenuto il Presidente dell’ANPAL fornendo una relazione introduttiva del quadro di riforma delineato dalDecreto Legislativo 150/2015. Il Professore Maurizio Del Conte ha evidenziato la nuova centralità nel quadro normativo del percorso di attivazione, offrendo al cittadino in cerca di occupazione una serie di servizi gratuiti per aiutare il suo reinserimento nel mercato del lavoro.

Per permettere questo, calato nel contesto di governance italiano che prevede una devoluzione di tali politiche alle Regioni, è stato creato un nuovo modello di Politiche attive che connette la dimensione pubblica con quella privata in un’ottica di sinergia, anche grazie alla creazione di un sistema di accreditamento unico. Sono state poi spiegate le diverse funzioni attribuite alla costituenda Agenzia: il coordinamento di un modello a rete, la gestione operativa delle linee di indirizzo stabilite dal Ministero, la creazione di un mercato del lavoro trasparente anche grazie alla creazione di un sistema informativo unitario. Per concludere, è stato ricordato l’aspetto della condizionalità fortemente legato alla definizione dell’offerta di lavoro congrua.

Nella prima tavola rotonda si sono confrontati i rappresentanti di Puglia, Campania, Sicilia e Lazio. Le Regioni hanno descritto le proprie recenti esperienze in tema di politiche attive, anche ricordando le attivita legate aGaranzia Giovani.

La seconda parte dell’evento è stata dedicata alle parti sociali, dove sindacati e associazioni datoriali hanno affrontato i vari temi legati alle politiche di attivazione.

Ascolta qui l’audio degli interventi!

 

 

fonte https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Pagine/Roma-incontro-sul-futuro-delle-Politiche-Attive.aspx

Trovare lavoro in una startup: 5 risorse online per conoscere nuove opportunità

start-up

Lavorare per una startup innovativa può essere molto stimolante: l’ambiente è generalmente più aperto alle nuove proposte e all’acquisizione di soluzioni migliorative rispetto alla realtà delle grandi imprese tradizionali, a volte più soggette alla rigidità dell’organigramma e alle divisioni di ruoli e competenze. Grazie al web trovare opportunità anche nelle giovani realtà innovative è diventato più semplice: Chefuturo.it suggerisce 5 utili risorse online per chi è a caccia di opportunità nelle startup (laddove per “startup” si fa riferimento anche a colossi dell’innovazione come Airbnb, Dropbox, Pinterest), soprattutto all’estero.

StartupSort è un motore di ricerca che classifica le startup di tutto il mondo a seconda del loro tasso di crescita: in tal modo puoi scegliere se candidarti per lavorare in una realtà più solida o in una startup più giovane.

Grazie alla piattaforma Lunchcruit è possibile sapere quali aziende organizzano occasioni conviviali per conoscere professionisti interessanti: un ottimo modo per fare rete, conoscere l’ambiente e le dinamiche di un’azienda nella quale ti piacerebbe lavorare.

Stack Overflow è un portale dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro su cui vengono pubblicati migliaia di annunci per profili tecnici (soprattutto programmatori) in tutto il mondo. È possibile filtrare la ricerca per città, per posizione lavorativa, tecnologia o per caratteristiche del rapporto di lavoro (contratto, tipo di collaborazione, etc).

Se hai sempre desiderato lavorare da casa, invece, su WeWorkRemotelytroverai solo offerte di aziende che cercano professionisti che lavorino da remoto. Si tratta soprattutto di profili tecnici e tra i settori lavorativi disponibili ci sono “business”, “marketing”, “customer support” e molti altri.

Il portale Tyba, consente di trovare il posto di lavoro più adatto non solo a seconda delle competenze richieste ma anche in base a fattori più “qualitativi” come la grandezza dell’ambiente di lavoro, le tecnologie utilizzate, città, etc. Ogni azienda ha una scheda in cui leggere queste ed altre informazioni e trovare le opinioni di chi fa già parte del team di lavoro.

Nuove dimissioni, ecco come funzionano

nuove dimissioni

Le nuove dimissioni e le risoluzioni consensuali possono essere comunicate al proprio datore di lavoro anche online, registrandosi al sito internet cliclavoro.it e richiedendo il Pin all’Inps. Se invece non si vuol ricorrere alla procedura online, ci si può comunque rivolgere a un soggetto abilitato come i patronati, i sindacati, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazioni. Ma come funziona?

A disciplinare la normativa sulle nuove dimissioni e le risoluzioni consensuali è il decreto 15 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 7 dell’11 gennaio scorso, che ha approvato il modulo per le dimissioni e le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro, unitamente a quanto necessario per poter compilare e trasmettere la comunicazione in via corretta, al datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro.

Con decorrenza delle regole dal 12 marzo 2016, il decreto prevede che – come introdotto dal Jobs Act – la modalità telematica sia anche l’unica per rassegnare le dimissioni e la comunicazione della risoluzione consensuale del lavoro. In particolare, il modulo online utile per poter effettuare ogni comunicazione formale al proprio datore di lavoro può essere utilizzato per le ipotesi di dimissioni, di risoluzione consensuale o di revoca, con quest’ultima scelta che permette di revocare la comunicazione di dimissioni o risoluzione consensuale precedentemente inviata, e sempre nel termine di sette giorni dalla data di trasmissione.

Come sopra anticipavamo, il dipendente interessato ha due modalità alternative per poter inviare lacomunicazione: la prima prevede la possibilità di procedere in autonomia sul sito internet cliclavoro.gov.it e con il codice Pin fornito dall’Inps; la seconda prevede la possibilità di rivolgersi a un “soggetto abilitato” come i patronati, i sindacati, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione.

Nel primo caso di procedura autonoma, il lavoratore dovrà richiedere il codice Pin all’Inps, il cui scopo è fondamentalmente quello di accertare l’univoca identità , che serve a garantire l’identità del soggetto che effettua l’adempimento; successivamente, il lavoratore dovrà registrarsi al sito del ministero del lavoro cliclavoro.gov.it e, quindi, procedere con il form online per la trasmissione della comunicazione. A questo punto, terminati tutti i passaggi previsti, il lavoratore avrà correttamente inviato la comunicazione di dimissioni o di risoluzione consensuale, ovvero la revoca di una precedente comunicazione, al lavoro al datore di lavoro, che riceverà il tutto all’interno della propria casella di posta elettronica certificata (in copia anche alla direzione territoriale del lavoro).

Come ricordato, esiste comunque la possibilità di poter procedere per il tramite di soggetti abilitati: una seconda via che probabilmente verrà preferita dalla maggior parte dei lavoratori, e soprattutto da quelli che non sono in possesso del codice Pin o non intendono registrarsi al portale cliclavoro.gov.it. In questo caso ad assumere la responsabilità di accertare l’identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modulo sarà, naturalmente, il soggetto abilitato.

Jobs Act degli autonomi: cosa cambierà per le partite Iva

jobs act degli autonomi

Il Jobs Act degli autonomi è un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità 2016 ed è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Ora passerà alle Commissioni parlamentari e poi all’esame delle aule. Questo provvedimento interessa il popolo delle partite Iva e introduce delle misure anche in materia di lavoro agile, il cosiddetto “smart working”. I destinatari del disegno di legge sono tutti i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS, ovvero privi di un ordine di riferimento, e i professionisti appartenenti agli albi, eccetto che per le norme in materia di previdenza e malattia poiché per loro continueranno a valere le regole delle casse di appartanenza.

Restano esclusi quindi piccoli imprenditori, artigiani e commercianti iscritti alla Camera di Commercio. I fondi stanziati a copertura delle misure introdotte sono 10 milioni per il 2016 e 50 per il 2017. Vediamo quali sono le misure più rilevanti che potrebbero cambiare il mondo delle partite Iva.

Interessi per ritardato pagamento

La disciplina sugli interessi moratori (D.Lgs. 231/2002) sarà applicabile anche ai rapporti commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, e tra lavoratori autonomi. Da ciò deriva che in caso di ritardato pagamento delle fatture, il committente sarà obbligato a corrispondere gli interessi moratori al lavoratore. Il decreto sugli interessi di mora è stata introdotto su spinta europea per far fronte alla spinosa questione dei ritardi nei pagamenti, ma il suo ambito di applicazione è (per lo meno fino a che non entrerà in vigore il nuovo disegno di legge) circoscritto alle transazioni commerciali tra imprenditori e tra imprenditori e pubblica amministrazione. In forza di una modifica del 2012, il provvedimento prevede, tra l’altro, che in assenza di diverse previsioni contrattuali il termine massimo per il pagamento delle fatture è di 30 giorni. Nonostante ciò la misura non ha mostrato finora un’effettiva efficacia poiché chi lavora con la pubblica amministrazione sa bene che i ritardi nei pagamenti sono cronici e connessi anche alla mancanza dei fondi, e anche nei rapporti tra imprese, i ritardi sono una prassi diffusa e strettamente connessa al generale contesto di crisi.

Jobs Act degli autonomi: le clausole contrattuali abusive

L’articolo 3 del Jobs Act degli autonomi definisce le clausole cosiddette abusive del contratto concluso tra lavoratore autonomo e committente. Saranno da considerarsi tali, e quindi inefficaci, quelle che attribuiscano al committente il potere di modificare unilateralmente le condizioni del contratto, che prevedano termini di pagamento superiori a 60 giorni e che consentano al committente di recedere senza preavviso da contratto per prestazioni continuative. Sarà considerata abusiva anche la condotta del committente che si rifiuti di stipulare il contratto in forma scritta. Per far valere la nullità di queste clausole o condotte, il lavoratore autonomo dovrà rivolgersi al giudice del lavoro, a cui potrà chiedere la condanna del committente al risarcimento del danno.

Deducibilità spese di formazione

Le spese per corsi di formazione, aggiornamento e master, saranno deducibili per un massimo di 10 mila euro e per un massimo di 5 mila euro le spese per la certificazione delle competenze. Mentre saranno integralmente deducibili le spese sostenute per assicurarsi contro i mancati pagamenti.

Sportello presso i Centri per l’Impiego

Altra novità prevista nella bozza di Jobs Act degli autonomi è il coinvolgimento dei Centri per l’Impiego in questa riforma. Infatti il disegno di legge prevede l’attivazione di uno sportello presso i CPI destinato ai lavoratori autonomi. La misura inevitabilmente genera alcune perplessità dal momento che i CPI, dalla loro introduzione sino ad oggi, come rilevato qui, non hanno ottenuto risultati soddisfacenti nemmeno in materia di lavoro dipendente.

Appalti pubblici

Un altro articolo dello Statuto introduce una novità assoluta: la possibilità per i lavoratori autonomi di partecipare agli appalti pubblici. Finora non era stato possibile, anche perché l’appaltatore, secondo il codice civile, è necessariamente un’impresa, in cui l’attività è organizzata. Per gli appalti pubblici (presumiamo compatibilmente con le opere da realizzare), le cose cambieranno e verranno offerte ai lavoratori autonomi tutte le informazioni per poter partecipare. Inoltre il Jobs Act degli autonomi prevede l’equiparazione di questi lavoratori alle piccole e medie imprese per l’accesso ai fondi strutturali europei.

Indennità di maternità

Per le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’INPS, l’indennità di maternità sarà erogata indipendentemente dall’effettiva astensione dell’attività lavorativa. Oggi non è così: per poter ricevere l’indennità la lavoratrice deve necessariamente dimostrare l’astensione dal lavoro.

Congedo parentale

Il congedo parentale per un massimo di sei mesi sarà fruibile anche da lavoratori autonomi genitori di bambini nati dopo il primo gennaio 2016, fino al loro terzo anno di età.

Gravidanza, infortunio, malattia

In caso di gravidanza, infortunio o malattia, i rapporti tra lavoratori autonomi e committente potranno essere interrotti per un periodo massimo di 150 giorni. Durante questo periodo il lavoratore non avrà diritto al corrispettivo. In caso di evento grave che impedisca di lavorare per più di 60 giorni, il versamento dei contributi previdenziali verrà sospeso per un massimo di due anni. Al termine della sospensione, i contributi pregressi dovranno essere versati a rate, per un periodo fino al triplo rispetto a quello della sospensione.

Tutela della malattia

Il Jobs Act degli autonomi prevede per gli iscritti alla gestione separata dell’INPS l’equiparazione delle terapie oncologiche alla degenza ospedaliera ai fini dell’indennità da erogare. Questa misura, inserita nella prima bozza e poi sparita nelle versioni circolate successivamente, ha suscitato nei giorni scorsi tantissime polemiche. Ma grazie alla battaglia sui social network a suon di hashtag #NonCiGarba, promossa da Acta, e a quella di Daniela Fregosi, la misura è ricomparsa nella bozza approvata dal Consiglio dei Ministri.

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In ultimo il disegno di legge definisce collaborazione coordinata quel rapporto in cui la prestazione, pur se coordinata di comune accordo tra le parti, venga svolta in maniera autonoma. In questo modo viene esclusa dalla presunzione di subordinazione prevista dal Jobs Act, secondo cui le collaborazioni a carattere personale, continuativo, nella quali il committente scelga tempo e luogo di lavoro devono essere trasformate in lavoro subordinato.

Per trovare lavoro bisogna lavorare. E anche tanto

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Trovare lavoro, di questi tempi, non è facile. A dircelo sono le ultime rilevazioni dell’Istat su occupati e disoccupati. che risalgono allo scorso settembre. Se da un lato ci raccontano un paese in cui la disoccupazione è diminuita dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro), dall’altro ci dicono che la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentata dello 0,4% (+53 mila persone inattive) con un tasso di inattività pari al 35,8%. Gli inattivi sono anche chiamati NEET, ovvero “Not (engaged) in Education, Employment or Training“. Si è occupato di loro anche lo EU Youth Report, secondo cui a questa categoria appartengono 13,7 milioni di giovani europei d’età compresa tra i 15 e i 29 anni. Sebbene tra le fila degli inattivi ci siano anche alcuni soggetti che studiano per ragioni dovute ai criteri di ricerca, la maggior parte dei NEET è costituita da giovani scoraggiati e demotivati dal fatto che trovare lavoro si rivela spesso un’impresa ardua. Le ragioni delle difficoltà nella ricerca di un’occupazione sono tante e dalle molteplici sfaccettature.

Sta di fatto però che trovare lavoro è ormai un vero e proprio lavoro. Bisogna impegnarsi, rimanere aggiornati, mantenere contatti. Queste attività spesso non sono ricordate con piacere da chi le affronta e questi periodi che, per come si sta evolvendo il mercato del lavoro sono destinati a far inevitabilmente parte della vita di quasi tutti i lavoratori, non sono ricordati come felici e gratificanti. C’è però un’altra faccia della medaglia che i più non considerano e non riescono a vedere: il periodo che si impiega per trovare lavoro può essere un momento altamente formativo adottando alcune strategie.

The start-up of you

Il cofondatore e attuale capo di Linkedin, Richard Hoffman, e uno scrittore e imprenditore americano, Ben Casnocha, nel libro “The Start-Up of You” descrivono molto efficacemente quali sono i passi e le mosse da intraprendere per diventare imprenditori di se stessi. Nel libro vengono citati numerosi esempi di imprenditori e startup di successo da cui possiamo imparare molto. Il primo e il più importante consiglio è che non importa quale sia la fase attuale della nostra vita professionale, dobbiamo sempre evolvere, svilupparci, crescere. Il motto è “We are all works in progress”.

Per farlo e per indirizzare al meglio la nostra vita professionale, secondo i due autori, è necessario prioritariamente essere consapevoli dei propri “asset” ovvero delle risorse possedute, da differenziare in quelle “soft” e quelle “hard”. Le prime non si possono acquistare: sono la conoscenza, le informazioni, il network e la fiducia di cui si gode, le competenze e la reputazione. Le risorse considerate “hard” sono le cose fisicamente possedute, come il computer, o il denaro di cui disponiamo.

Dopo di che è di fondamentale importanza la precisa identificazione delle aspirazioni e dei valori personali, semplicemente per il fatto che se facciamo quello che ci interessa e che ci piace, lavoreremo meglio e di più, ottenendo risultanti più duraturi e significativi rispetto a chi è motivato solamente “by making money”. Eppure, secondo i due autori, è molto facile dimenticare valori e aspirazioni personali mentre cerchiamo di trovare un lavoro o tentiamo di sviluppare un’idea. Ciò perché nello sforzo di migliorarci oggi, si può perdere l’obiettivo di chi aspiriamo a diventare in futuro.

In ultimo, nonostante le risorse, i valori, le aspirazioni siano molto importanti, non possiamo mai prescindere dalla realtà del mercato che ci circonda. Sia che vogliamo avviare un’attività, sia che vogliamo trovare lavoro in un determinato settore, dobbiamo prima essere consapevoli delle richieste del mercato. Se ci lasciamo guidare esclusivamente dalle aspirazioni e dai valori o puntiamo solo sulle nostre competenze, difficilmente arriveremo dove vogliamo.

Il network e la sua importanza per trovare lavoro

Altro passo fondamentale, e nel libro è ripetuto più volte, si rivela la costruzione di relazioni “genuine”. Il networking è diventato vitale quando nel mercato del lavoro, come ad esempio in quello italiano, ci sono migliaia di persone come noi in cerca della medesima opportunità. Qualcuno che già conosce le nostre capacità può rivelarsi un’arma decisiva quando ci candidiamo per una posizione lavorativa ambita da molti.

Perciò anche il lavoro di cercare un lavoro può diventare costruttivo e stimolante in un’ottica di crescita personale seguendo consigli come quelli appena citati, a dispetto di tutti quei fattori che si pongono tra noi e l’occupazione dei nostri sogni.

Nuove imprese a tasso zero

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Aperto lo sportello telematico per i finanziamenti a tasso zero destinati a nuove imprese. L’agevolazione, per la quale sono disponibili complessivamente 50 milioni, si rivolge a giovani con meno di 35 anni e alle donne che avviano una micro o piccola impresa. La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma informatica del soggetto gestore Invitalia. Il primo passo è dunque quello di registrarsi ai servizi online di Invitalia per poi compilare direttamente in rete la domanda nell’area riservata, caricare il business plan e la documentazione da allegare. «Nuove imprese a tasso zero» è la misura che sostituisce il vecchio regime dell’Autoimprenditorialità e prevede finanziamenti a tasso zero, che possono coprire fino al 75% delle spese totali e con restituzione che deve avvenire entro 8 anni. Si rivolge a imprese costituite in forma societaria da non più di 12 mesi, comprese le coop, la cui compagine societaria sia composta per oltre metà dei soci e delle rispettive quote da giovani tra 18 e 35 anni e/o da donne. Possono concorrere anche le società non ancora formate purché la costituzione, da parte di sole persone fisiche, avvenga entro 45 giorni dall’ammissione al beneficio.

Possono essere finanziati programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni da realizzare entro due anni. Quanto alle spese ammissibili, includono suolo aziendale (nel limite del 10% del programma complessivamente ammesso), fabbricati (40% per industria, artigianato, commercio, servizi, innovazione sociale; 70% per turismo), macchinari e impianti (100%), brevetti, licenze, marchi, software (20%), formazione e consulenze specialistiche (5%).

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