Lo status di disoccupato

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Status giuridico di disoccupazione/inoccupazione (aspetto sostanziale).

Il D.Lgs. n. 150/2015, in vigore dal 24 settembre 2015, provvede al riordino dei servizi all’impiego in attuazione della delega legislativa conferita al Governo ad opera della L. n. 183/2014 (“Jobs Act”) recante disposizioni in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive.

La nuova disciplina ha modificato significativamente la regolamentazione dello stato di disoccupazione determinando il superamento della normativa che regolava in precedenza tale materia (D.Lgs. n. 181/2000).

Per quanto concerne lo stato di disoccupazione, l’articolo 19 del D.Lgs. n. 150/2015 (attuativo dell’articolo 1, comma 3, della Legge n. 183/2014) dispone che “sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”.
Ne deriva che i requisiti richiesti ai fini dell’acquisizione dello status giuridico di disoccupato, così come chiarito anche dalla circolare n. 34/2015 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (punto 1.1.), sono due: l’esser privi di qualsiasi impiego (stato di fatto) e la dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro.
Non precludono l’acquisizione dello stato di disoccupazione tutte le attività che non si configurano quali veri e propri rapporti di lavoro (tirocini, borse lavoro, lavori di pubblica utilità) e le prestazioni lavorative occasionali di tipo accessorio (retribuite con i cosiddetti voucher). In tali ipotesi il soggetto ben potrà essere considerato totalmente privo di occupazione e dunque legittimato a rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro con conseguente riconoscimento dello stato giuridico di disoccupato.

Una delle novità più rilevanti della nuova normativa è l’implicita eliminazione, stante la mancata previsione, dell’istituto della “conservazione” dello stato di disoccupazione in funzione al reddito (previsto dall’art. 4, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 181/2000).
Tale istituto consentiva a coloro che svolgessero attività di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo di acquisire o mantenere lo stato di disoccupazione qualora il reddito annuo prodotto fosse inferiore al reddito minimo personale escluso da imposizione fiscale (per le attività di lavoro subordinato o parasubordinato € 8.000; per quelle di lavoro autonomo € 4.800).
A tal riguardo, la circolare n. 34/2015 chiarisce che, alla luce della nuova normativa, tale condizione è da ricondursi al mero stato di “non occupazione” e non invece allo stato di disoccupazione (che pone quale presupposto l’assenza di qualsiasi tipo di impiego) la cui acquisizione, in tali casi, risulta preclusa.
In definitiva, dunque, per effetto della nuova normativa coloro che si trovano in una delle condizioni sopra descritte sono considerati occupati e non potranno rilasciare quindi la dichiarazione di immediata disponibilità. La condizione di non occupazione non va, pertanto, gestita dai Centri per l’Impiego ma va autocertificata dal soggetto.
STATO DI DISOCCUPAZIONE (aspetti procedurali)

1) DID ON-LINE
Per quanto concerne la nuova procedura di rilascio online della Dichiarazione di Immediata Disponibilità all’attività lavorativa, finalizzata all’acquisizione dello status di disoccupazione, l’art. 13 del D.Lgs n. 150/2015 fa riferimento all’istituzione di un portale unico nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.
La Circolare n. 34/2015 chiarisce che nelle more della piena operatività del portale nazionale delle politiche del lavoro, le dichiarazioni di immediata disponibilità (DID) continueranno ad essere sottoscritte presso il centro per l’impiego o saranno rilasciate ai sistemi informativi regionali esistenti che già prevedono tale modalità.
Attualmente, pertanto, nell’inoperatività del portale nazionale, la procedura è gestita e disciplinata a livello regionale. Ne deriva un panorama diversificato a seconda del contesto regionale all’interno del quale ci si muove.
Ad oggi, la maggior parte dei CPI contattati continua a rilasciare regolarmente il certificato di disoccupazione cartaceo. Per quanto riguarda le regioni che hanno attivato la procedura online (si segnala che, ad oggi, la maggior parte dei CPI contattati continua a rilasciare regolarmente il certificato di disoccupazione cartaceo), si rilevano dei profili comuni nel procedimento di rilascio telematico della DID: il soggetto a seguito della registrazione all’apposito portale regionale (attraverso l’inserimento dei propri dati anagrafici) consegue le credenziali di accesso al sistema. Accedendo al sistema, seleziona l’apposita sezione dedicata al rilascio della DID procedendo alla compilazione del relativo form e procede all’invio dello stesso con conseguente assegnazione di un numero di protocollo della DID presentata telematicamente. A seguito del rilascio della DID è prevista la possibilità di stampare una copia del documento.
I Centri per l’impiego verificano che i propri utenti mantengano le condizioni necessarie per conservare lo stato di disoccupazione secondo le nuove indicazioni del Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015. Pertanto il Centro per L’impiego, anche in un momento successivo alla conferma, potrebbe annullare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro.

2) STORICO
Per quanto riguarda il rilascio dello storico (Mod. C/2), il portale nazionale dovrà prevedere una sezione dedicata al “percorso lavoratore” deputata a riepilogare le attività lavorative svolte dal soggetto nel corso del tempo.
Nonostante alcuni Centri per l’Impiego contattati indichino la presenza di tale specifica sezione sul portale regionale, segnalano l’attuale difficoltà di fornire effettivamente tale servizio (per problematiche relative all’inserimento dati ed aggiornamento).
Per tale ragione, tutti i Centri per l’Impiego contattati hanno confermato che, allo stato, continuano a rilasciare lo storico occupazionale cartaceo a richiesta dell’interessato.